"…aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza…" (2Pietro 1:5)

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Il perdono

Il Perdono

Perciò il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.

Avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno che era debitore di diecimila talenti.

E poichè quello non aveva i mezzi per pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figli e tutto quanto aveva, e che il debito fosse pagato.

Perciò il servo, gettatosi a terra, gli si prostrò davanti, dicendo:

“Abbi pazienza con me e ti pagherò tutto”.

Il signore di quel servo, mosso a compassione, lo lasciò andare e gli condonò il debito.

Ma quel servo, uscito, trovò uno dei suoi conservi che gli doveva cento denari; e, afferratolo, lo strangolava, dicendo:

“Paga quello che devi!”

Perciò il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo:

“Abbi  pazienza con me, e ti pagherò”. Ma l’altro non volle, anzi andò e lo fece imprigionare, finchè avesse pagato il debito.

I suoi conservi, veduto il fatto, ne furono molto rattristati e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto.

Allora il suo signore lo chiamò a sè e gli disse:

“Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito, perchè tu me ne supplicasti; non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo, come io ho avuto pietà di te?”

E il suo signore, adirato, lo diede in mano degli aguzzini fino a quando non avesse pagato tutto quello che gli doveva.

Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello.

( Tratto dalla Bibbia in Matteo 18:23 a 35)

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Il Signore e gli idoli (Geremia 10)

 

Il Signore e gli idoli

Così parla il Signore:

“Non imparate a camminare nella via delle nazioni, e non abbiate paura dei segni del cielo, perchè sono le nazioni quelle che ne hanno paura.

Infatti i costumi dei popoli sono vanità; poichè si taglia un albero nella foresta e le mani dell’operaio lo lavorano con l’ascia; lo si adorna d’argento e d’oro, lo si fissa con chiodi e con i martelli perchè non si muova.

Gli idoli sono come spauracchi in un campo di cocomeri, e non parlano; bisogna portarli, perchè non possono camminare.

Non li temete! perchè non possono fare nessun male, e non è in loro potere di far del bene”.

Non c’è nessuno pari a te, Signore; tu sei grande, e grande in potenza è il tuo nome.

Chi non ti temerebbe, re delle nazioni?

Poichè questo ti è dovuto; poichè fra tutti i saggi delle nazioni e in tutti i loro regni non c’è nessuno pari a te.

Ma costoro tutti insieme sono stupidi e insensati; non è che una dottrina di vanità; non è altro che legno; argento battuto in lastre portato da Tarsis, oro venuto da Ufaz, opera di scultore e di mano d’orefice; sono vestiti di porpora e di scarlatto, sono tutti lavoro d’abili artefici.

Ma il Signore è il vero Dio, egli è il Dio vivente, e il re eterno; per la sua ira trema la terra, e le nazioni non possono resistere davanti al suo sdegno.

“Così direte loro:

Gli dèi che non hanno fatto i cieli e la terra scompariranno dalla terra e da sotto il cielo”.

Egli, con la sua potenza, ha fatto la terra, con la sua saggezza ha stabilito fermamente il mondo; con la sua intelligenza ha disteso i cieli.

Quando fa udire la sua voce, c’è un rumore d’acque nel cielo; egli fa salire i vapori dalle estremità della terra, fa guizzare i lampi e la pioggia e sprigiona il vento dai suoi serbatoi; ogni uomo allora diventa stupido, privo di conoscenza; ogni orafo ha vergogna delle sue immagini scolpite; perchè le sue immagini fuse sono menzogna e non c’è soffio vitale in loro.

Sono vanità, lavoro d’inganno; nel giorno del castigo periranno.

A loro non somiglia Colui che è la parte di Giacobbe; perchè Egli ha formato tutte le cose, e Israele è la tribù della sua eredità.

Il suo nome è:

Il Signore degli eserciti.

(Tratto dalla Bibbia in Geremia capitolo 10)

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I Vescovi (I Timoteo 3)

I Vescovi

Certa è quest’affermazione; se uno aspira all’incarico di vescovo, desidera un’attività lodevole.

Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, prudente, dignitoso, ospitale, capace di insegnare, non dedito al vino nè violento, ma sia mite, non litigioso, non attaccato al denaro, che governi bene la propria famiglia e tenga i figli sottomessi e pienamente rispettosi (perchè se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?), che non sia convertito di recente, affinchè non diventi presuntuoso e cada nella condanna inflitta al diavolo.

Bisogna inoltre che abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, perchè non cada in discredito e nel laccio del diavolo.

(Tratto dalla Bibbia in 1 Timoteo capitolo 3)

Vescovo: greco episkopos = sorvegliante

 


I DIACONI (I TIMOTEO 3)

I Diaconi

Allo stesso modo i diaconi devono essere dignitosi, non doppi nel parlare, non propensi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni; uomini che custodiscono il mistero della fede in una coscienza pura.

Anche questi siano prima provati; poi svolgano il loro servizio se sono irreprensibili.

Allo stesso modo siano le donne dignitose, non maldicenti, sobrie, fedeli in ogni cosa.

I diaconi siano mariti di una sola moglie, e governino bene i loro figli e le loro famiglie.

Perchè quelli che hanno svolto bene il compito di diaconi, si acquistano un grado onorabile e una grande franchezza nella fede che è in Cristo Gesù.

(Tratto dalla Bibbia in 1 Timoteo capitolo 3)

Diacono

Diacono: greco diàconos, che presso gli autori classici significa domestico, subordinato, messsaggero.

E’ il significato di questa parola in Matteo 20:26 dove viene tradotto servitore, per differenziarlo da doulos, (schiavo), versetto 27.

Cristiano che esercita una funzione ausiliaria nella chiesa locale e le cui qualità morali e spirituali devono corrispondere a quanto esposto in 1 Timoteo 3.

I sette uomini scelti per soccorrere le vedove e gli indigenti della chiesa primitiva, erano diaconi, benchè non venga loro dato questo titolo (Atti 6:1 a 6; cfr. le parole “servizio”, diakonia e “servire”, diakoneo in Atti 6:1 e 2).

L’assistenza ai poveri non toglieva affatto ai diaconi il privilegio di parlare di Cristo in pubblico.

(Tratto dal dizionario Biblico)


Il grande amore di Dio

Il grande amore di Dio

…Giona uscì dalla città, e si mise a sedere a oriente della città;

si fece quivi una capanna, e vi sedette sotto, all’ombra, stando a vedere quello che succederebbe alla città.

E Dio, l’Eterno, per guarirlo dalla sua irritazione, fece crescere un ricino, che montò su di sopra a Giona per fargli ombra al capo;

e Giona provò una grandissima gioia a motivo di quel ricino.

Ma l’indomani, allo spuntar dell’alba, Iddio fece venire un verme, il quale attaccò il ricino, ed esso si seccò.

E come il sole fu levato, Iddio fece soffiare un vento soffocante d’oriente, e il sole picchiò sul capo di Giona, sì ch’egli venne meno, e chiese di morire, dicendo:

“Meglio è per me morire che vivere”.

E Dio disse a Giona:

“Fai tu bene ad irritarti così a motivo del ricino?”

Egli rispose:

“Sì, faccio bene a irritarmi fino alla morte”.

E l’Eterno disse:

“Tu hai pietà del ricino per il quale non hai faticato, e che non hai fatto crescere, che è nato in una notte e in una notte è perito, e io non avrei pietà di Ninive, la gran città, nella quale si trovano più di centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e tanta quantità di bestiame?

(Giona 4)

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Parabola del gran convito

“Parabola del gran convito”

…Or uno dei commensali, udite queste cose, gli disse:

Beato chi mangerà del pane nel regno di Dio!”

Ma Gesù gli disse:

“ Un uomo fece una gran cena e invitò molti, e all’ora della cena, mandò il suo servitore a dire agli invitati:

“ Venite, perchè tutto è già pronto. E tutti, ad una voce, cominciarono a scusarsi.

Il primo gli disse: “ Ho comprato un campo e ho necessità d’andarlo a vedere, ti prego, abbimi per iscusato”.

E un altro disse: “ Ho comprato cinque paia di buoi, e vado a provarli, ti prego, abbimi per iscusato”.

E un altro disse.” Ho preso moglie, e perciò non posso venire”.

E il servitore, tornato, riferì queste cose al suo signore.

Allora il padrone di casa, adiratosi, disse al suo servitore:

“ Và presto per le piazze e per le vie della città, e mena quà i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi. Poi il servitore disse:

“ Signore, s’è fatto come hai comandato, e ancora c’è posto”.

E il signore disse al servitore:

“Và fuori per le strade e lungo le siepi, e costringili ad entrare, affinchè la mia casa sia piena. Perchè io vi dico che nessuno di quegli uomini ch’erano stati invitati assaggerà la mia cena”.

(Luca 14:15a24)

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I Farisei e la tradizione

I  Farisei e la tradizione

Allora s’accostarono a Gesù dei Farisei e degli scribi venuti da Gerusalemme, e gli dissero:

“Perchè i tuoi discepoli trasgrediscono la tradizione degli antichi? Poichè non si lavano le mani quando prendono cibo”.

Ma egli rispose loro: “E voi, perchè trasgredite il comandamento di Dio a motivo della vostra tradizione? Dio, infatti, ha detto: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice padre o madre sia punito di morte”, voi, invece dite; se uno dice a suo padre o a sua madre: “Quello con cui potrei assisterti è offerta a Dio”, egli non è più obbligato ad onorare suo padre o sua madre. E avete annullata la parola di Dio a cagione della vostra tradizione.

Ipocriti, ben profetò Isaia di voi quando disse:

“Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto, insegnando dottrine che sono precetti d’uomini”.

E chiamata a sè la moltitudine, disse loro:

“Ascoltate e intendete, non è quel che entra nella bocca che contamina l’uomo, ma quel che esce dalla bocca, ecco quel che contamina l’uomo”.

parole

……..Pietro allora prese a dirgli, spiegaci la parabola, e Gesù disse:

“Siete anche voi tuttora privi d’intendimento? Non capite voi che tutto quello che entra nella bocca va nel ventre ed è gettato fuori nella latrina? Ma quel che esce dalla bocca viene dal cuore, ed è quello che contamina l’uomo.

Poichè dal cuore vengono pensieri malvagi, omicidi, adulteri, fornicazioni, furti, false testimonianze, diffamazioni. Queste sono le cose che contaminano l’uomo, ma il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo.

(Tratto dalla Bibbia in Matteo 15)

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