"…aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza…" (2Pietro 1:5)

Il Battesimo nell’acqua (tratto da…)

Il fondamento della fede

(di J.E. Van Den Brink)

“Il Battesimo nell’acqua”

 

“Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato”

(Marco 16:16)

 

Con il “ravvedimento” e “la fede in Dio” abbiamo visto quello che accade nel mondo invisibile quando l’uomo cerca Dio.

Abbiamo osservato come lo spirito umano si libera dall’influsso degli spiriti malvagi, in qual modo giunge alla rottura con la vita peccaminosa e l’abbandona.

Inoltre abbiamo notato che la fede dell’uomo che si rinnova è orientata verso Dio, di cui accetta le parole e tutte le promesse contenute.

Per mezzo della fede nel sacrificio di Gesù Cristo, l’essere umano si è purificato dalla propria colpevolezza e ha ricevuto la potenza per diventare un figlio di Dio e risuscitare ad una nuova vita.

Un tale trapasso dalle tenebre alla luce, il trasferimento dalla potenza del diavolo a Dio, viene qualificata dalla Bibbia come “rigenerazione” , “nuova nascita” o “rinascita” dell’uomo.

Come un bambino nascendo viene alla luce e inizia il cammino dell’esistenza che per lui è qualcosa di assolutamente nuovo, così l’uomo interiore, in seguito alla rinascita, viene a occupare il suo posto nell’impalpabile mondo denominato “regno dei cieli”.

Da questo momento in poi egli vive cristianamente non solo nell’ambiente naturale o visibile, ma, soprattutto, vive ed opera nel settore della luce del mondo spirituale, ossia nel “regno di Dio”.

Per ottenere questo trapasso occorre che i suoi pensieri, anteriormente occupati soltanto nelle faccende terrestri, si rivolgono alle realtà superne.

Ciò esige un cambiamento totale o rinnovamento mentale.

In Romani 12:2  la Bibbia definisce ciò una “metamorfosi” mediante il rinnovamento della vostra mente.

Questo processo di trasformazione, in seguito al quale si rinasce come creatura spirituale, si svolge nell’uomo interiore, cioè nell’intimo del cristiano.

Esso ha inizio nello spirito, indi compenetra l’anima e finanche il corpo.

Sebbene tutto questo non si attui di colpo nella sua totalità, giacchè il rinnovamento procede di giorno in giorno, l’intenzione di Dio è che sin dall’inizio il cristiano renda testimonianza della propria fede in questa completa rinnovazione o nuova creazione.

Il cristiano testimonierà, pertanto, non solo con la propria voce, ma anche adoperando come simbolo il battesimo (immersione) nell’acqua.

In marco 16:16 Gesù dichiara: “Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato”.

Il termine “salvato” lascia intendere che il credente sarà in grado di corrispondere appieno allo scopo che Dio si è prefisso in favore della creatura umana.

La quale, per conseguenza, non solo sarà giustificata e rinata, ma potrà altresì proseguire lungo la via della salvezza e partecipare alla gloria della figliolanza.

Tale salvezza culmina nella perfezione e maturità del cristiano.

Questi è anche un erede di Dio e coerede di Cristo (Romani 8:17).

Egli partecipa alla natura Divina (2Pietro 1:4) ed è predestinato a regnare sul trono con Dio su tutte le opere delle sue mani (2Timoteo 2:12 e Apocalisse 5:10).

 Gesù Cristo, infatti, venne “per condurre molti figliuoli alla gloria” (Ebrei 2:10).

Il credente con il proprio battesimo attesta d’essere entrato attraverso la “porta stretta” e di essersi incamminato sul sentiero che conduce in alto, attraverso il regno Divino (Matteo 7:13).

Ognuno può capire che questa scelta dev’essere compiuta coscientemente e che si deve fare un tal passo in maniera spontanea, indipendente.

Pertanto l’atto visibile di tale scelta dipende dal desiderio e dalla convinzione del battezzando, e non da quell0 dei suoi genitori ed educatori, come avviene nel caso dell’aspersione dei neonati, ove il piccino subisce l’atto del battesimo inconsapevolmente e in uno stato di dipendenza totale, senza alcuna richiesta personale!

Risulta anche evidente che un simile processo di tanta rilevanza nella vita umana, a tal segno che la Bibbia, in riferimento a esso, parla di morte, di sepoltura e di resurrezione, non può essere raffigurato dall’aspersione di alcune gocce d’acqua.

Il battesimo del neonato, come pure l’aspersione, sono diametralmente opposti al significato del battesimo, quale ci si rivela nella Parola Divina.

Giovanni immerse Gesù nelle acque del giordano poiché si legge: “Gesù, tosto che fu battezzato, salì fuor dell’acqua” (Matteo 3:16).

In quell’occasione Gesù disse: “Poiché conviene che noi adempiamo “così” ogni giustizia”.

Venne battezzato “DENTRO” l’acqua e dopo il battesimo salì “FUORI” dall’acqua.

Se Gesù usa la parola “così”, vuol mostrare che questa è la maniera in cui il battesimo deve eseguirsi.

Oltre a ciò, la Bibbia menziona il “lavacro della rigenerazione” (Tito 3:5).

Questo vuol dire che come nella vita naturale l’acqua pulisce una persona eliminando lo sporco, così l’uomo interiore viene purificato o lavato dalla colpa derivante dai suoi peccati con un battesimo spirituale nelle parole di Dio.

Per tale ragione si accenna al “lavacro dell’acqua mediante la Parola” (Efesini 5:26).

Questa agisce in lui con molta efficacia facendolo risorgere rinnovato come un giusto.

Il Signore disse ai suoi discepoli: “Voi siete già mondi a motivo della parola che v’ho annunziata” (Giovanni 15:3).

Attraverso le parole da Dio rivolteci sappiamo che Gesù morì come l’Agnello di Dio per i peccati del mondo intero (Giovanni 1:29).

Quando l’uomo interiore, costituito dall’anima e dallo spirito, ripone fiducia in queste parole e le accetta, prende parte a tale purificazione e comincia una vita nuova.

Pertanto il battesimo nell’acqua simboleggia tale processo di “lavacro della rigenerazione”.

La Bibbia afferma anche che con Gesù noi siamo stati seppelliti mediante il battesimo nella morte, affinché come Cristo è risuscitato dai morti mediante la gloria del Padre, così anche noi camminassimo in novità di vita, ossia in una vita nuova, diversa (Romani 6:4).

Si presenta ancora qui un elemento di indole spirituale, un “Battesimo nella Sua morte”, una partecipazione alla morte di Cristo in conseguenza dei nostri peccati.

Poiché Gesù morì per noi, e noi siamo morti con Lui, nella nostra esistenza è avvenuta una rigida separazione tra la vita da noi condotta precedentemente, diretta e ispirata da tutto ciò che è terreno e in balìa delle tenebre, e la vita che viviamo ora sotto la guida e l’influenza di quanto l’Eterno ha detto.

La maniera in cui il credente operava e reagiva antecedentemente era terrestre, talora perfino diabolica, adesso il credente si libera da questo modo di vivere, si spoglia del vecchio uomo che si corrompe seguendo le passioni ingannatrici (Efesini 4:22), presta ormai attenzione a ciò che Dio gli ha rivelato.

L’uomo nuovo, insomma, intende agire e reagire obbedendo alle leggi spirituali del regno di Dio (Efesini 4:24).

La “Gloria del Padre”, cioè la Sua potenza o Spirito Santo, ha risuscitato Gesù Cristo dai morti, questa “Gloria” risuscita anche il credente a una vita nuova alla quale l’organismo fisico, quantunque mortale, può partecipare, provando gli effetti della Potenza guaritrice di Dio.

Risulta del tutto evidente che questa metamorfosi totale dall’uomo vecchio al nuovo richiede tempo.

Con il battesimo nell’acqua si simbolizzano la morte del vecchio uomo e la resurrezione dell’uomo nuovo.

Quando il battezzando si arrende per essere immerso, abbandona il vecchio uomo nella tomba battesimale.

Emergendo dall’acqua, confessa d’essere stato giustificato e d’aver iniziato una nuova vita.

Dimentica le cose che stanno dietro e si protende verso quelle che stanno innanzi, giacchè  “nessuno che abbia messo la mano all’aratro e poi riguardi indietro, è adatto al regno di Dio” (Luca 9:62).

Ed ecco ciò che è più glorioso; Dio non riconsidera più gli errori del passato, ma accoglie il Cristiano come il proprio figlio giustificato.

Tanta gente emigra in un altra nazione, nella nuova patria inizia una vita totalmente diversa sotto nuove leggi.

Così anche il battesimo rappresenta l’emigrazione dell’uomo dal mondo nelle sedi celesti, il credente diventa cittadino del cielo (Filippesi 3:20).

L’aspersione non riuscirebbe assolutamente a raffigurare questo processo, poiché è impossibile che altre persone debbano decidere in nostra vece.

Il battesimo costituisce una confessione.

Gesù affermò: “Chiunque dunque mi riconoscerà davanti agli uomini sarà riconosciuto da me davanti al Padre mio che è nei cieli” (Matteo 10:32).

Aggiunse pure: “Mi sarete testimoni” (Atti 1:18).

Con il battesimo noi confessiamo e manifestiamo dinanzi a Dio e agli uomini, davanti agli angeli santi e dinanzi a quanti sono caduti, la nostra scelta per Gesù.

Dio ci ha chiamati

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...