"…aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza…" (2Pietro 1:5)

Il peccato (tratto da…)

Pace con Dio

(di Billy Graham)

“Il peccato”

<<Difatti, tutti hanno peccato e sono privi della Gloria di Dio>>.

( Romani 3:23)

Se Dio è un essere giusto e pieno d’amore, perchè esiste tanta cattiveria, tanta sofferenza e dolore?

 Come si è venuto a creare tutto questo odio?

Perchè abbiamo creato dei falsi idoli?

Perchè offriamo dei sacrifici sull’altare della guerra, dell’avidità e dell’interesse?

Perchè il genere umano che Dio aveva fatto a Sua immagine è caduto in così grande depravazione che ci sono voluti i dieci comandamenti per cercare di risollevarlo?

 Perchè delle creature di Dio sono divenute così piene di cupidigia e di cattiveria?

Per comprendere ciò; per sapere con sicurezza la ragione per cui le nazioni sono l’una contro l’altra, le famiglie sono divise, i giornali sono pieni di racconti di violenza, di atti insensati e brutali, bisogna risalire alle origini.

Dobbiamo ritornare alla storia di Adamo nel giardino di Eden, ai primi capitoli della Genesi.

Alcuni asseriscono che questa ben nota storia della creazione non sia che un mito, un semplice modo di spiegare ai fanciulli una questione insolubile.

Non è così.

La Bibbia ci dice esattamente ciò che è avvenuto all’inizio e la ragione per cui l’uomo, da quel momento, si è posto e incamminato sulla strada della sua distruzione.

 Iddio, infatti, ha creato un mondo perfetto, un mondo magnifico ed armonioso che l’uomo ha contaminato, il mondo perfetto, di cui tutti abbiamo nostalgia, il mondo che tutti ricerchiamo.

In questo mondo perfetto, Dio mise un uomo perfetto, perchè Iddio non può fare che cose ed esseri perfetti.

Dio diede a quest’uomo il più prezioso fra tutti i doni, la libertà. Dio diede all’uomo la libertà di scegliere.

Il primo uomo non era un uomo delle caverne, nè una creatura selvaggia delle foreste, che emetteva grugniti cercando di domare i pericoli della giungla e le bestie dei campi, no, Adamo fu creato un uomo completo e tutte le sue facoltà psichiche e mentali erano sviluppate; camminava con Dio nella Sua comunione, era destinato ad essere come un re sulla terra, regnante per mazzo della volontà di Dio.

Adamo era dunque l’uomo perfetto, il primo uomo e la sola creatura terrestre alla quale Dio avesse fatto l’inestimabile dono della libertà.

Adamo aveva la libertà piena, libertà di accettare o di rifiutare, libertà di obbedire agli ordino di Dio o di non farne alcun conto, libertà di rendersi felice o infelice.

Non è infatti il semplice possesso della libertà che ci rende soddisfatti, ma è quello che pensiamo di fare della nostra libertà che determina la nostra pace con noi stessi e con Dio.

Questo è il vero problema, perchè dal momento in cui l’uomo possiede la libertà, è messo di fronte a due strade.

La libertà non ha senso se c’è una sola strada da seguire; essa implica il diritto di scegliere, di determinare il corso delle proprie azioni.

Noi tutti conosciamo degli uomini e delle donne che sono onesti, non per libera scelta, ma perchè non hanno avuto l’occasione di essere disonesti, conosciamo anche delle persone che si vantano di essere buone, quando in realtà, è l’ambiente ed il genere di vita che li preserva dall’essere cattivi, non sapremmo attribuirci il merito di resistere alla tentazione se non fossimo tentati!

Dio non diede ad Adamo un simile peso, gli concesse il libero arbitrio fornendogli anche tutte le occasioni per esercitarlo, Dio non poteva fare qualcosa che non fosse perfetto, fornì perciò Adamo della possibilità di mostrare se voleva o no servire Dio.

Adamo nel giardino, era senza peccato, la sua innocenza era assoluta, il mondo intero era ai suoi piedi.

La storia del genere umano era in quel momento nelle sue mani, simile ad un grande foglio di pergamena purissimo ancora intatto, sul quale egli doveva scrivere il primo capitolo, il cammino che avrebbero preso le generazioni future.

Dio aveva compiuto il Suo lavoro, aveva creato un giardino terrestre riccamente provveduto di tutto ciò che era necessario all’uomo, aveva creato un uomo perfetto a propria immagine, aveva dotato quest’uomo di uno spirito e di un anima e gli aveva dato la facoltà di adoperare l’uno e l’altra come più gli sarebbe piaciuto; dopo, come Padre saggio, Dio attese di vedere quale scelta il Suo figliuolo avrebbe fatto.

Questo era il saggio, la grande prova, Adamo usò il suo libero arbitrio per scegliere la buona o la cattiva strada e ciò per seguire il suo desiderio e non perchè avesse una sola possibilità!

Fece la sua scelta e ne subì le conseguenze aprendo, in tal modo, la via che tutta l’umanità doveva seguire <<Come dunque con un sol fallo la condanna si è estesa a tutti gli uomini…>> (Romani 5:18).

Adamo segnò l’origine del genere umano, egli era simile ad una sorgente chiara come il cristallo, che sgorga dalla terra ed abbia la libertà di scelta, sarebbe divenuto come un fiume corrente in pascoli fertili e verdeggianti o altrimenti un torrente fangoso che urta le rocce e batte le scogliere profonde e senza sole, freddo e miserabile, incapace di portare la gioia e l’abbondanza ai paesi che attraversa?

Non si può rendere Dio responsabile del marasma tragico nel quale il mondo si dibatte da molto tempo.

La colpa è di Adamo che preferì ascoltare le menzogne del tentatore piuttosto che le verità di Dio!

 La storia dell’umanità da quel giorno sino ad oggi è stata colma di sforzi inutili dell’uomo per riguadagnare la posizione perduta a causa della caduta di Adamo.

<<Ma no è giusto!>> direte probabilmente voi,

 <<Perchè dobbiamo soffrire oggi a motivo del primo uomo che peccò nei tempi più remoti? Perchè l’umanità non è  guarita nel corso degli anni, perchè continuiamo ad essere puniti durante la nostra vita?>>.

Ritorniamo alla storia del fiume, il fiume freddo ed oscuro che scorre nel fondo della gola profonda e lugubre.

Perchè questo fiume non risale fino alle praterie calde e piacevoli che sono più su?

Perchè non lascia la sua corsa oscura e non diventa un torrente felice e gorgogliante come quando scaturiva spontaneamente dalla terra?

 Perchè non lo può.

Non ha in se stesso la potenza di fare qualcosa di diverso da quello che ha sempre fatto.

Essendosi gettato una volta per sempre dai bordi scoscesi nella oscurità, non saprebbe rimontare da se stesso nel paese soleggiato e luminoso che ha lasciato.

 Il mezzo di risalire esiste, la strada è là, ma il fiume non sa come pervenirci.

C’è un miracolo sempre pronto per far risalire il torrente umano fuori dalla sua miseria e riportarlo nella calda valle della pace.

 Il fiume non vede e non ascolta, non pensa di poter fare altro che continuare il suo cammino tortuoso fino a che si perderà nell’oceano della distruzione.

La storia del fiume è quella dell’uomo dopo Adamo; gira, serpeggia e si getta sempre più profondamente nelle tenebre.

Malgrado eleviamo la voce e gridiamo aiuto, noi scegliamo ancora e sempre, come Adamo, la cattiva strada.

 Nella nostra disperazione ci volgiamo contro Dio e Lo biasimiamo, mettiamo in dubbio la Sua saggezza e il Suo giudizio, mettiamo in dubbio il Suo amore.

Dimentichiamo che Adamo fu il capo dell’umanità come un capo di governo; quando prende una decisione, questa è considerata come quella di tutto il popolo.

Adamo rappresenta il capo dell’umanità, quando fallì, quando cedette alla tentazione e cadde, le generazioni future caddero con lui.

 La Bibbia stabilisce molto chiaramente che le conseguenze del peccato di Adamo ricadono su ciascuno dei suoi discendenti.

 Conosciamo tutti troppo bene l’amara verità contenuta in Genesi 3:17 a 19, dove viene descritta la tragedia alla quale ci ha tutti condotti l’atto compiuto da Adamo:

<<Il suolo sarà maledetto a causa tua, ne mangerai il frutto con affanno, tutti i giorni della tua vita. Esso ti produrrà spine e triboli e tu mangerai l’erba dei campi, mangerai il pane col sudore del tuo volto, finchè tu ritorni nella terra donde fosti tratto, perchè sei polvere e in polvere ritornerai>>.

Ad Eva Dio disse: <<Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza, con dolore partorirai figliuoli, i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su te>>. (Genesi 3:16).

In altri termini, a causa del peccato originale di Adamo, il suolo che prima produceva solo delle piante magnifiche e nutrienti, produce ora frutti buoni e cattivi.

 L’uomo che da prima aveva solo da tendere la mano per avere il suo nutrimento, senza alcuna preoccupazione, deve oggi penare tutti i giorni per provvedere ai bisogni suoi e della sua famiglia.

 La donna, in principio la più spensierata delle creature, è ora carica di pene e di dolori ed entrambi sono condannati alla morte fisica e spirituale.

Il peccato entrò nell’umanità con Adamo e da allora l’umanità ha cercato invano di liberarsene.

La Bibbia insegna che Dio avvertì Adamo che se avesse mangiato del frutto dell’albero della conoscenza, certamente sarebbe morto.

La Bibbia ci dice che Dio ordinò ad Adamo ed Eva di crescere e moltiplicare e riempire la terra , sebbene creati all’immagine di Dio, Adamo ed Eva diedero vita, dopo la loro caduta, a dei figli a loro propria immagine, in conseguenza Caini ed Abele furono toccati dalla malattia del peccato che si trasmette da quel momento di generazione in generazione, siamo tutti peccatori per eredità e non possiamo con alcun mezzo sfuggire a tale eredità.

Abbiamo cercato con tutti i mezzi di riguadagnare la posizione che Adamo aveva perduta.

Abbiamo cercato con la cultura, con la politica, la filosofia, la religione di respingere questo gioco di depravazione e di peccato, abbiamo cercato di compiere, con il nostro spirito limitato dal peccato, ciò che Dio propose all’uomo di fare con la visione chiara che può venire solo dall’Alto, i motivi erano buoni ed alcuni nostri tentativi lodevoli, ma tutti sono stati ben lontani dal raggiungere lo scopo.

 Ogni nostra conoscenza, tutte le nostre invenzioni, tutti i nostri progressi ed i nostri piani ambiziosi non sono serviti che ad elevarci un po’ di più per lasciarci subito ricadere al punto dal quale eravamo partiti, anche noi infatti commettiamo lo stesso errore di Adamo; cerchiamo ancora di regnare per mezzo dei nostri mezzi e con la nostra stessa forza, piuttosyo che obbedire alle leggi di Dio.

Prima di affermare che Dio è ingiusto ed irragionevole, perchè permette che il peccato rivesta il mondo, guardiamo la situazione più da vicino.

Dio, nella Sua infinita compassione, inviò il Suo Figliuolo per mostrarci come uscire dai nostri problemi, lo inviò per subire le stesse tentazioni di Adamo e per trionfarne, satana tentò Gesù come aveva tentato Adamo, promise a Gesù la potenza e la gloria se avesse rinnegato Iddio, come le aveva offerte ad Adamo per mezzo di Eva.

La grande differenza è che Gesù resistette alla tentazione!

Quando il diavolo gli mostrò tutti i regni della terra e gli promise tutta la loro gloria se lo avesse seguito, il Signore disse: <<Và satana, poichè sta scritto: “Adora il Signore Iddio tuo, ed a Lui solo rendi il culto” >> (Matteo 4:10).

Egli trionfò interamente sul tentatore e rivelò così a tutti i popoli di tutte le generazioni, il Suo carattere senza peccato.

Con la nostra debolezza e con la nostra natura depravata, abbiamo provato che eravamo i veri figli di Adamo ed abbiamo fedelmente camminato sulle sue orme, possiamo anche maledire Adamo e tuttavia lo imitiamo!

 Non sfuggiamo neppure un giorno a quelle che furono le sue tentazioni, non passa giorno che non dobbiamo scegliere fra le abili promesse del diavolo e la certa Parola di Dio, ad ogni istante abbiamo la possibilità di avvicinarci, insieme con gli altri uomini a quel giardino che Adamo perdette.

 Sospiriamo nell’attesa del giorno in cui la delusione, la malattia e la morte saranno scomparse, questo sogno, tuttavia, non può divenire realtà fino a quando saremo i figli non rigenerati di Adamo.

Dal principio dei tempi ad oggi, l’uomo, con la sua ampia ricerca di potenza, con la sua volontà ferma nel proposito di usare il suo libero arbitrio per dei fini egoistici, ha firmato la sua condanna.

Le rovine e la macerie di diverse civiltà giacciono sparse  sulla terra, muta testimonianza dell’incapacità dell’uomo di edificare un mondo durevole senza Dio.

Delle nuove rovine, delle nuove miserie sorgono ogni giorno e tuttavia l’uomo continua a precipizio nel suo declino.

Dio, tuttavia, nella Sua comprensione e nella Sua grazia infinita, guarda ed attende con una pazienza ed una compassione che supera ogni intelligenza, aspetta che l’uomo si volga liberamente a Lui.

Le due strade che Dio mise davanti ad Adamo, sono anche davanti a noi, anche noi siamo liberi di scegliere; viviamo in un periodo di grazia durante il quale Iddio trattiene il castigo che meritiamo così giustamente.

E’ la presenza del paccato che impedisce all’uomo di essere felice, è a causa del peccato che non ha potuto mai raggiungere l’ideale che sognava, ogni progetto, ogni civiltà che costruì, finì per soccombere e cadere nell’oblio, poichè le opere dell’uomo sono tutte compiute nell’ingiustizia, le rovine che ci circondano oggi sono eloquenti testimonianze del peccato che riempie il mondo.

L’uomo sembra aver perduto di vista la legge sempre attuale di causa ed effetto che agisce in tutti i campi dell’universo.

Gli effetti sono sufficientemente evidenti, ma la causa principale e profonda sembra meno distinta.

Forse è lo splendore della moderna filosofia del <<progresso>> che oscura la vista dell’uomo.

 Forse l’uomo è così preso da questa folle teoria umana che si aggrappa all’idea che l’umanità avanzi lentamente, ma sicuramente verso la perfezione finale!…

Molti filosofi sostengono finanche che la tragedia del mondo presente non sia che un incidente nel suo cammino ascendente e mostri altri periodi della storia dell’umanità nei quali l’avvenire sembrava ugualmente oscuro.

 Cerca inoltre di provare che le cattive condizioni della vita attuale segnano l’inizio di un giorno migliore; che gli uomini brancolano ed inciampano ancora nell’infanzia di una esistenza lungo una strada interminabile che li condurrà, nel corso dei secoli, allo stato di uomini perfetti!

 La Bibbia espone chiaramente ciò che la scienza umana sembra poco disposta ad ammettere e cioè che la natura rivela nello stesso momento un Creatore ed un corruttore.

L’uomo rimprovera a Dio l’opera di corruttore, dimentica che il nostro mondo non è quale Dio lo fece, ma che è stato corrotto.

 Dio ha creato il mondo buono, il peccato lo ha guastato.

 Dio fece l’uomo innocente, ma il peccato lo ha reso cattivo.

 Ogni manifestazione del male è risultato del peccato originale, peccato che non è cambiato da quando entrò per la prima volta nell’umanità.

Può manifestarsi in maniere differenti, ma in realtà è lo stesso peccato che spinge un selvaggio, lancia alla mano, ad accovacciarsi in agguato lungo le strade della giungla attendendo la sua vittima, ed un pilota istruito ed esperto nel sorvolare la medesima giungla, a bombardare un villaggio di sorpresa.

 Questi due uomini sono separati da secoli di cultura. L’uno può avere fatto più <<progresso>> che l’altro, avere i vantaggi della <<civiltà>> umana, mentre l’altro è ancora allo stato <<primitivo>>.

 Sono essi veramente differenti?

 Non agiscono entrambi nella paura e nella diffidenza verso i loro simili?

 Non cercano entrambi, egoisticamente di raggiungere il loro scopo a qualsiasi prezzo anche a spese del loro prossimo?

Una bomba è meno selvaggia e brutale e forse più progredita di una lancia?

Possiamo sperare di trovare una soluzione ai nostri problemi allorquando, sia i più <<primitivi>> che i più << progrediti>>, sono inclini ad uccidere il loro prossimo piuttosto che ad amarlo?

Tutti i pensieri, tutte le amarezze, tutta la violenza, la tragedia ed il dolore della storia umana sono racchiusi in questa piccola parola “peccato”.

 Non è una parola popolare, non è alla moda, ma è una parola terribilmente vera!

 Alle persone non piace sentirsi dire che sono peccatori nonostante che i loro genitori ed i loro nonni lo siano stati prima di loro.

 La Bibbia dichiara pertanto: <<Poichè non v’è distinzione; difatti, tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio>> (Romani 3:22,23).

Essa dichiara inoltre che ogni essere umano sulla terra è un peccatore agli occhi di Dio.

Ogni volta che qualcuno pretende di fare eccezione ad una regola tanto infallibile, mi ricordo la storia di un membro di un consiglio di chiesa che andò un giorno dal suo pastore per discutere del peccato.

 <<Il suo uditorio, di cui io faccio parte>> gli disse, <<desidererebbe che lei non parlasse troppo e così apertamente del peccato. Temiamo che udendone parlare tanto frequentemente le nostre giovani ed i nostri giovani divengano più facilmente peccatori. Perchè non lo chiama errore e non dice che la nostra gioventù manca di discernimento? Per favore non parli così imprudentemente del peccato!>>.

 Il pastore attraversò la stanza, prese da uno scaffale una bottiglia sulla quale figurava a grosse lettere rosse, la parola “veleno“.

 <<Che vorrebbe che io facessi?>> domandò.

 <<Pensate che sarebbe saggio da parte mia togliere questa etichetta e metterne un’altra con le parole “sciroppo di menta!” Non vede che più indebolisce l’avvertimento dell’etichetta, più rende questo veleno pericoloso?>>.

Il peccato, il vecchio peccato che provocò la caduta di Adamo, ecco la ragione che determinò le nostre attuali sofferenze e noi ci facciamo più male che bene cercando di cammuffarlo con un etichetta fantasiosa e più attraente.

Non abbiamo bisogno di una parola nuova per definire il peccato.

 Abbiamo bisogno di sapere che cosa significhi la parola che abbiamo sempre usato!

Nonostante, infatti, il peccato regni nel mondo di oggi, moltitudini ignorano completamente il suo reale significato.

 E’ la nozione falsa e limitata del peccato che sbarra la strada della conversione a molti uomini e donne.

E’ la mancanza di comprensione del peccato che impedisce a molti sristiani di vivere la vera vita di Cristo.

Un vecchio <<negro-spiritual>> diceva: <<Non tutti quelli che parlano del cielo vi entreranno>>.

 E’ la stessa cosa del peccato; non tutti quelli che ne parlano comprendono che cosa esso significhi, ma è di grande importanza comprendere il punto di vista biblico sull’importanza del peccato.

Possiamo chiamarlo un’inezia, ma Dio lo chiama una tragedia.

 Ameremmo considerarlo un incidente, ma Dio dichiara che è un abominazione, l’uomo cerca di scusarsi del peccato, ma Dio vuole convincerlo e liberarlo.

 Il peccato non è un giocattolo divertente; è un orrore da fuggire.

 Imparate dunque quello che rappresenta il peccato agli occhi di Dio.

 Il dott. Richard Beal dà cinque definizioni del peccato.

Primo: Il peccato è un crimine; è la trasgressione alla legge di Dio (1Giovanni 3:4).

Dio ha stabilito il limite tra il bene ed il male ed ogni volta che passiamo questa frontiera, ogni volta che siamo colpevoli di intrusione nella zona del male, noi trasgrediamo la legge.

 Ogni volta che non agiamo secondo i dieci comandamenti, o che ci allontaniamo dai precetti del sermone sul monte, noi trasgrediamo la legge di Dio e siamo colpevoli di peccato.

L’apostolo Giacomo prova la nostra colpevolezza con queste parole: <<Ma ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo adesca. Poi la concupiscenza, avendo concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quand’è compiuto, produce la morte>> (Giacomo 1:14 e 15).

 Secondo: La Bibbia  descrive il peccato come una iniquità.

 L’iniquità è una deviazione dal buon cammino, proibito o no che sia l’atto particolare.

 L’iniquità fa parte dei nostri istinti interiori che noi cerchiamo molto spasso di nascondere agli occhi degli uomini e di Dio.

 Questi sono gli errori che provengono dalla nostra corrotta natura piuttosto che dalle cattive azioni alle quali le circostanze talvolta ci spingono. 

Gesù descrive questa corruzione interiore dicendo:

<<Poichè è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidi, adulteri, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo>> (Marco 7:21 a 23).

Terzo: La Bibbia spiega il peccato come un fallimento, un non raggiungere l’obiettivo prefissoci.

 La meta di Dio è Cristo, la ragione di essere di ogni vita deveessere di vivere secondo Cristo.

 Egli è venuto per mostrarci quello che un uomo può compiere sulla terra. Quando non seguiamo il Suo esempio, manchiamo allo scopo.

Quarto: Il peccato è una forma di violazione.

 E’ l’intrusione della volontà personale nella sfera dell’autorità divina.

 Il peccato non è soltanto una cosa negativa, non è solo l’assenza di amore verso Dio; il peccato consiste in una scelta positiva; nella preferenza di se stesso a Dio; consiste nel rivolgere la propria affezione esclusivamente su se stesso invece di cercare con tutto il proprio cuore di amare Dio.

L’egoismo e l’egocentrismo sono forme di peccato tanto reali come il furto e l’omocidio.

Sono probabilmente più sottili, perchè di solito non si dà l’attenzione dovuta all’etichetta sulla bottiglia del veleno!

Quelli che confidano in se stessi, che concentrano tutta la loro affezione sulla propria persona, che non considerano che i loro interessi e non difendono che i loro diritti, sono peccatori quanto l’ubriaco e la prostituta.

Gesù disse: <<E che giova egli all’uomo se guadagna tutto il mondo e perde l’anima sua?>> (Marco 8:36).

 In termini moderni si potrebbe dire:

 <<Che serve ad un uomo divenire un magnate dell’industria se è roso dall’ulcera e non può godere nulla della vita? Che serve ad un dittatore conquistare un emisfero se vive nella costante paura della pallottola di un vendicatore o del pugnale di un assassino? Che serve ad un padre allevare dei figli in una disciplina rigida se più tardi sarà respinto ed abbandonato nei giorni della vecchiaia?>>.

 In realtà l’egoismo è un peccato mortale.

Quinto: Il peccato è la mancanza di fede.

 L’incredulità è un peccato, poichè è un oltraggio alla fedeltà di Dio.

<<Chi crede nel Figliuol di Dio ha quella testimonianza in sè, chi non crede a Dio l’ha fatto bugiardo, perchè non ha creduto alla testimonianza che Dio ha reso circa il proprio Figliuolo>> (1Giovanni 5:10).

E’ l’incredulità che chiude la porta del cielo ed apre quella dell’inferno; è l’incredulità che respinge la Parola di Dio e rifiuta Cristo come Salvatore; è l’incredulità che spinge l’uomo a chiudere le orecchie al Vangelo e a negare i miracoli di Cristo.

 Il peccato comporta la pena di morte e nessuno ha in sè la facoltà di sfuggire alla punizione del peccato e di purificare il proprio cuore dalla corruzione.

 Gli angeli non più che gli uomini possono espiare i peccati; è solo in Cristo che si trova il rimedio; è solo Cristo che può salvare il peccatore dalla sorte che lo aspetta.

 <<Poichè il salario del peccato è la morte>> (Romani 6:23).

<< L’anima che pecca sarà quella che morrà>> (Ezechiele 18:4).

<<Nessuno però può in alcun modo redimere il fratello, nè dare a Dio il prezzo del riscatto di esso>> (Salmo 49:7).

<<Nè il loro argento nè il loro oro li potrà liberare nel giorno dell’ira dell’Eterno>> (Sofonia 1:18).

Il solo mezzo per salvare gli uomini è su una collina solitaria a forma di cranio.

Su una croce è appeso un ladro su un’ altra un assassino e fra essi vi è un uomo con una corona di spine.

Il sangue cola dalle sue mani e dai suoi piedi, sgorga dal suo fianco, gocciola al di sopra dei suoi occhi, mentre quelli che gli sono davanti sghignazzano e beffeggiano.

Chi è questa figura torturata? Chi è quest’uomo che gli altri uomini cercano di umiliare e di uccidere?

 E’ il Figliuolo di Dio, il Principe di pace, il Messaggero designato dal cielo stesso per venire sulla terra percorsa dal peccato, Colui davanti al quale gli angeli si inchinano e si velano il viso, e tuttavia Egli è là, insanguinato ed abbandonato sull’infame legno.

 Cosa l’ha condotto a questo luogo d’orrore? Chi infligge questa orribile tortura all’uomo venuto per insegnarci l’amore?

 Voi ed io, sì, poichè è per i vostri peccati e per i miei che Gesù fu inchiodato alla croce.

 In quest’ora unica nella storia, l’umanità precipitava nella più profonda oscurità di peccato, discendeva negli abissi più spaventosi, raggiungeva il colmo della contaminazione.

Non c’è da meravigliarsi se il sole non potendo sopportare ciò, si sia velato il viso.

Sulla croce il peccato fu confuso, il colpo che crocifisse Cristo aprì all’uomo le porte della libertà.

Il capolavoro del peccato, della vergogna e dell’odio diviene il capolavoro della grazia e del perdono divini.

Con la morte dell’Agnello di Dio sulla croce, il peccato stesso fu crocifisso per quelli che credono in Cristo.

 La Sua morte è il fondamento sul quale poggia la nostra speranza, la promessa del nostro trionfo.

Alla croce Cristo portò su di sè i peccati che ci incatenavano, Egli è morto per noi ed è risuscitato.

 Ha provato all’uomo la verità delle promesse di Dio, e, se oggi volete accettare Cristo per fede, potete anche voi spezzare i legami del peccato e conoscere la tranquillità e la libertà sapendo che, per l’amore di Cristo, l’anima vostra è purificata dal peccato e salvata dalla dannazione.

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