"…aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza…" (2Pietro 1:5)

La Ricerca (tratto da…)

Pace con Dio

 (di Billy Graham)

 “La Ricerca”

<<Voi mi cercherete e mi troverete, perchè mi cercherete con tutto il vostro cuore>>.

(Geremia 29:13)

Voi avete cominciato la << grande ricerca>> al momento della vostra nascita.

Ci sono voluti forse diversi anni perchè ne foste coscienti, parchè divenisse palese per voi il fatto che eravate in continua ricerca; alla ricerca di qualcosa che non avevate mai avuto, di una cosa più importante di tutto il resto.

Talvolta aveta cercato di dimenticarlo, decisi a non pensare che alle vostre occupazioni del momento.

Avete forse perfino creduto di esservi liberati del bisogno di ricercare questa cosa senza nome.

 Forse siete riusciti quasi a bandire completamente questo bisogno, ma sempre ne siete stati ripresi, sempre siete ritornati alla vostra ricerca.

Nel momento in cui vi sentivate soli nella vita, avete guardato altri uomini ed altre donne e vi siete domandati se anche loro stessero cercando, se cercassero questo qualcosa che non potevano descrivere ma che desideravano e di cui avevano bisogno.

 Qualcuno sembrava molto più felice e spaventato di voi.

Alcuni sembrava avessero trovato soddisfazione nel matrimonio o nella vita di famiglia; altri sono partiti ed avranno acquistato fama e ricchezza altrove nel mondo, o forse sono rimasti nel loro paese ed hanno prosperato.

Vedendoli, avete potuto pensare forse: <<Queste persone non sono preoccupate da tale ricerca; hanno trovato la loro strada, sapevano quello che volevano e l’hanno ottenuto. Sono solo a seguire questo sentiero che non porta a nulla; sono solo a domandare, a cercare e ad inciampare lungo questa strada oscura e deserta dove non ci sono pali indicatori.>>

No,non siete solo. Tutta l’umanità cammina con voi perchè è preoccupata della stessa ricerca.

Tutta l’umanità cerca la risposta alla confusione, al disgusto morale, al vuoto spirituale.

Tutta l’umanità languisce alla ricerca di una direzione, di un conforto, della pace.

Si dice che viviamo in un secolo ansioso.

Gli storici asseriscono che ci sono stati pochi periodi, in tutta la storia, in cui l’uomo sia stato soggetto a tante paure ed incertezze.

Tutti gli abituali appoggi sembrano spariti.

Parliamo di pace e dobbiamo prospettare la guerra.

 Elaboriamo dei progetti per la sicurezza che non abbiamo ancora trovato.

Ci aggrappiamo ai relitti e, quando li abbiamo afferrati, essi ci scappano e spariscono.

Da generazioni corriamo in tutte le direzioni come dei fanciulli spaventati.

Ogni volta ci diciamo: <<Questa è la strada buona, ci condurrà dove desideriamo andare>>.

Ogni volta però constatiamo che ci eravamo sbagliati.

Una delle prime strade che abbiamo preso si chiama la << libertà politica>>.

Bisogna dare la libertà politica a tutti, dicevamo, ed il mondo sarà felice.

 Lasciateci scegliere il nostro governo ed allora la vita varrà la pena di essere vissuta.

Abbiamo ottenuto la libertà politica, ma non un mondo migliore,i nostri quotidiani ci informano della corruzione nelle alte sfere, del favoritismo, dello sfruttamento e dell’ ipocrisia che uguaglia e qualche volta supera il dispotismo degli antichi re.

La libertà politica è una cosa eccellente, ma, a sè stante, non può darci il mondo che desideriamo.

C’è un’altra strada piena di speranze chiamata << Cultura>>, da molte persone ritenuta quella giusta.

 La libertà politica unita alla cultura, ecco il segreto, si diceva.

 Ci siamo perciò precipitati, a testa bassa, in questa strada, essa ci è sembrata per molto tempo brillante, ben rischiarata e conveniente.

Ci siamo incamminati in essa con decisione e con passo sicuro, ma dove ci ha condotti?

Leggete i risultati delle inchieste fatte nei collegi e nelle università; guardate le controversie fra gli educatori, le pericolose dottrine che essi insegnano ed infine, il numero crescente di malfattori << colti>> che popolano le prigioni ed i penitenziari e non tarderete molto a convincervi che la cultura non basta.

La strada più attraente è per molti quella del << più alto tenore di vita>>.

Quasi tutti hanno pensato che si stava per essere condotti automaticamente in un mondo migliore il giorno in cui non ci sarebbe stato altro da fare che << poggiare il dito su un pulsante>>.

 E’ la strada che per mezzo delle magnifiche << pubblicità>> ci conduce alle brillanti vetture, agli splendenti elettrodomestici, alla tecnologia più moderna.

Questa volta abbiamo raggiunto lo scopo.

Le altre strade erano sbagliate! Questa è sicuramente quella buona!

Tuttavia guardate intorno a voi in questo istante stesso.

Attualmente, la libertà politica ha raggiunto in America un livello impensabile per molti altri paesi civili.

 Gli Stati Uniti possiedono il sistema di istruzione pubblica più completo che gli uomini abbiano mai creato e si fa l’elogio del nostro tenore di vita.

 La << vita americana>>, come noi amiamo chiamare questa esistenza completamente elettrificata ed automatica, ci ha reso felici? Ci ha portato la gioia, la soddisfazione, la ragione di vita che noi cercavamo?

No. Abbiamo la soddisfazione e la fierezza di avere realizzato quello che tante generazioni prima di noi non osavano neppure sognare: traversiamo gli oceani in qualche ora invece che in qualche mese; abbiamo trovato il rimedio miracoloso che sopprime qualcuna delle nostre più gravi malattie; abbiamo costruito dei grattacieli al cui confronto la torre di Babale non è che una casupola; abbiamo sondato i segreti sepolti nelle profondità del mare e scrutato gli spazi infiniti dell’universo…. ma tutto questo colma il vuoto che è in noi?

Tutte queste meraviglie moderne ci portano un senso di pienezza, ci aiutano a comprendere perchè esistiamo, ci mostrano quello che dobbiamo imparare?

Oppure questo senso di vuoto sussiste ancora in noi? Ogni nuova scoperta della grandezza dell’universo vi conforta o vi lascia più soli e miserabili che mai?  L’antidoto della paura, dell’odio e della corruzione umana si trova in una provetta di laboratorio o nel telescopio di un astronomo?

Non possiamo negare che la scienza ha dato all’uomo molte eccellenti cose, ma questa stessa scienza ci ha fatto il più spaventevole dei doni che siano mai stati fatti all’umanità.

 La vita e l’avvenire di ogni creatura vivente su questo pianeta sono minacciati da tale dono della scienza, che si erge come un’ ombra lugubre dietro i nostri pensieri e che turba come un disgustoso spettro i sogni dei nostri ragazzi.

Noi cerchiamo di ignorarne l’esistenza, ci diciamo che è uno scherzo e ci rassicuriamo pensando che un bel mattino, svegliandoci, apprenderemo che la bomba H non è mai esistita e neppure la bomba A.

 Il nostro quotidiano però dice il contrario.

Ci sono naturalmente molte altre strade e le persone vi si precipitano.

Vi è la strada della celebrità, della ricchezza, dei piaceri e del potere, esse conducono ad un naufragio sicuro.

Siamo presi nella rete dei nostri pensieri così abilmente e completamente che non riusciamo più a scorgere la causa del nostro male, nè il suo rimedio.

Se è vero che ogni male ha un rimedio, noi dobbiamo affrettarci a trovarlo.

La sabbia cola rapidamente nella clessidra della civiltà, e se c’è un sentiero che conduce alla luce, se c’è una strada che riporta alla salute spirituale, allora non perdiamo neppure un minuto!

In questi tempi di crisi, molte persone si dibattono ed i loro sforzi non le salvano, al contrario, le conducono ancora più profondamente nell’abisso.

Gli uomini spendono milioni unicamente per farsi predire il futuro.

Milioni dati da uomini e donne impauriti e fuorviati a delle persone anch’esse fuorviate, e ciò per non ricevere che delle risposte errate ai loro scottanti problemi.

Ugualmente persone che non potendo trovare una risposta sia pure errata, hanno preferito suicidarsi, piuttosto che continuare a vivere in questa giungla umana chiamata <<civiltà>>.

Allora, <<dove siamo?>> domanderete, <<dove siamo e dove andiamo?>>.

Lasciate che vi dica dove siamo e quello che siamo.

 Noi siamo delle persone vuote, le nostre teste sono piene di conoscenza, ma le nostre anime sono vuote.

Noi rimproveriamo alla gioventù di aver perduto la giusta direzione, il suo entusiasmo, il suo ardore per il lavoro e il suo desiderio di svilupparsi.

 Ogni giorno sento genitori dire che non sanno che cosa succede ai loro figli.

 Essi non vogliono fare nessuno sforzo, vogliono che tutto sia loro dato.

I genitori sembra non vedano che questi ragazzi bene istruiti ed allevati con cura, sono interiormente vuoti; non sono ripieni dello spirito che rende il lavoro una gioia, non sono pieni della determinazione che rende lo sforzo un piacere.

Perchè sono vuoti?

Perchè non sanno nè da dove vengono nè perchè esistono, nè dove andranno.

Sono come una fila di vetture nuove dalle rifiniture perfette, ma il cui serbatoio è vuoto.

 L’aspetto è piacevole, ma non c’è nulla nell’interno per dare loro della potenza e restano perciò ad arrugginirsi,…ad arrugginirsi di noia.

Si dice che gli americani sono più che gli altri popoli soggetti alla noia.

Sono diventati così vuoti che non riescono neppure a divertirsi da soli, e devono pagare gli altri perchè li divertano, perchè li facciano ridere, perchè provino a renderli felici per qualche istante, per tentare di sbarazzarsi di questo senso terribile e spaventevole di vuoto, questa sensazione di essere perduto e solo.

Voi pensate che la noia sia una cosa senza importanza, viene per tutti il momento di annoiarsi; questo è naturale, ma lasciate che vi dica qualcosa a proposito della noia, e di questa pericolosa apatia che si libra sulle nazioni, sugli spiriti e sui cuori.

L’uomo è la sola creatura di Dio capace di sentire la noia.

Nessun essere vivente oltre l’uomo può stancarsi di se stesso e di coloro che lo circondano.

 Questo è molto significativo perchè il Creatore non ha fatto nulla a caso, e se Egli ha dato agli uomini la capacità di annoiarsi è perchè ha uno scopo.

  La noia è uno dei mezzi più sicuri per misurare il vostro vuoto interiore, con la precisione di un termometro vi indica fin dove va il vostro deserto spirituale, colui che si annoia veramente, vive e lavora nel nulla.

Ora la natura ha orrore del vuoto, regola infallibile ed universale è che ogni vuoto debba essere colmato immediatamente.

 Non abbiamo bisogno di ritornare fino alla storia antica per vedere quello che capitò ai popoli spiritualmente vuoti, ci basti considerare la storia della Germania, dell’Italia e della Russia per constatare con quale micidiale rapidità la natura riempiva i vuoti che ci sono in noi.

 Il fascismo ed il comunismo non trovano posto nel cuore e nell’anima pieni dello Spirito di Dio; al contrario si infiltrano con grande facilità nella mente e nel cuore di quelli che ne sono vuoti.

 Spetta a ciascuno di non decidere con che cosa colmeremo questo vuoto interiore.

Ecco dunque dove siamo oggi, abbiamo cercato di riempire il nostro essere interiore con la scienza, la cultura, la vita migliore ed i piaceri, con ogni sorta di cose di cui avevamo il desiderio, ma che non sono riuscite a colmare il vuoto.

Perchè siamo soli?

Perchè il Creatore ci ha creati per Lui e non avremo mai pace nè soddisfazione fino a quando non avremo pace con Lui.

Gesù ci ha detto, molto tempo fa, che <<non di pane soltanto vivrà l’uomo>> ( Luca 4:4), ma noi non l’abbiamo ascoltato.

 Abbiamo continuato a rimpinzarci di pane di ogni specie fino ad essere ammalati.

Noi non possiamo sopportare il terribile vuoto che è in noi.

 Non osiamo guardare la strada solitaria e desolata che si stende davanti a noi, siamo disperatamente stanchi dell’odio, della cupidigia e della concupiscenza che è in noi, ma siamo incapaci di liberarcene sostituendo a ciò qualcosa di migliore.

E il tempo continua a passare.

Le macchine di distruzione totale sono ormai alla nostra portata.

Non possiamo più impegnarci su delle false vie nè esplorare delle strade sconosciute; non possiamo più prenderci il lusso di essere bloccati su delle nuove strade senza uscita.

Non ne abbiamo più il tempo perchè la nostra generazione ha compiuto quello che le altre generazioni non avevano che tentato di fare nella loro folle ambizione di potere.

 Abbiamo creato l’arma dell’annientamento totale.

Abbiamo raggiunto le vette della follia umana; la disintegrazione dell’atomo.

 Come i demoni dovettero ridere nel vedere i più grandi genii scientifici lavorare intorno a questo oggetto di orrore!

 Dividere per regnare!

Strappare, distruggere, spezzare, schiacciare, frantumare.

Satana ha compiuto la sua opera e gli uomini sono stati bramosi di aiutarlo, noi contempliamo il suo capolavoro.

Noi viviamo in un mondo completamente sconvolto dove tutto è confusione, ma potete ben essere sicuri che questa confusione corrisponde ad un piano, il piano di satana!

La Bibbia dice che satana è il grande impostore e che si è consacrato alla causa del nostro smarrimento che regna fra le nazioni della terra, ci sprona a credere che le cose vanno meglio proprio quando, in realtà, vanno di male in peggio.

               Il brillante studioso inglese Henry Bett ha detto:

<<L’ottimismo incosciente della fine del XIX secolo, che assicurava che il mondo progrediva automaticamente verso la perfezione, è oggi impensabile. La vaga nozione che la cultura, l’umanitarismo e “il progresso” conducessero gradualmente ed inevitabilmente ad una specie di paradiso è stata singolarmente respinta dagli avvenimenti di questi ultimi anni. Le cose non sono così semplici. Satana non è morto. I principati e le potestà delle tenebre sono ancora in vita ed il mondo intero è ancora sotto la potenza del maligno>>.

Noi tutti riconosciamo che il mondo è cambiato totalmente dopo l’inizio del secolo scorso.

Vediamo a quale velocità, sempre crescente, camminano gli avvenimenti; lo spirito di rivoluzione rovescia tutte le barriere e tutte le tradizioni trasformando con una rapidità inaudita lingue, mode, costumi e maniere di vivere e di pensare.

Solo qualche anno fa i ragazzi erano rapiti dalla prospettiva di un breve viaggio fino ad un porto per vedere arrivare i grandi piroscafi.

Oggi sono a tal punto apatici che la vista di elicotteri ed aereoplani a reazione non riesce più a scuoterli.

 Noi che un tempo eravamo meravigliati per il telegrafo accettiamo senza meraviglia la nuova tecnologia.

Non molto tempo fa, molte malattie umane erano incurabili; oggi abbiamo tanti rimedi efficaci, che un gran numero di queste malattie, una volta frequenti, sono divenute rare, senza dubbio abbiamo fatto dei progressi.

   Con tutte queste scoperte l’uomo non ha risolto il problema fondamentale del genere umano.

Possiamo costruire il più grande grattacielo, le più grandi navi ed i ponti più lunghi, ma non abbiamo ancora imparato a governarci e a vivere insieme nell’uguaglianza e nella pace.

 Possiamo creare della vaste scuole di arte e di musica possiamo scoprire delle nuove e migliori vitamine, ma non troviamo niente contro i nostri affanni.

Questi sono i vecchi affanni che tutti gli uomini hanno avuto, soltanto sembrano più grandi e più numerosi.

 Si può dire che ci sorprendono in forma nuova, che ci cagionano una sofferenza più acuta ed un angoscia più profonda, ma in realtà noi abbiamo le stesse tentazioni, le stesse prove, noi facciamo le stesse esperienze dei nostri antenati.

Dal tragico momento del giardino dell’Eden, in cui l’uomo ha abbandonato la volontà di Dio per fare la propria, egli è stato sempre tormentato da uguali problemi.

La loro causa è esposta nel primo capitolo della Genesi.

Le terribili conseguenze sono menzionate nel primo capitolo dell’epistola ai Romani.

 L’Evangelo di Gesù Cristo ce ne porge il rimedio.

 E’ la natura depravata e peccaminosa dell’uomo, che lo riempie di odio, di invidia, di cupidigia e di gelosia.

La maledizione del peccato è su di lui ed egli è costantemente invaso dalla paura della morte.

 Il suo genio inventivo lo ha reso capace di trasformare ogni cosa tranne se stesso, poichè malgrado <<il progresso>> così caldamente acclamato nei nostri tempi, egli resta quello che era nel principio.

Il peccato neppure è cambiato, malgrado l’uomo abbia fatto del suo meglio per attenuarlo.

 Abbiamo cercato di dare ad esso altri nomi mettendo una nuova etichetta sulla stessa vecchia bottiglia di veleno.

Abbiamo cercato di imbiancare a calce la vecchia catapecchia convincendoci che fosse una nuova costruzione.

 Lo abbiamo chiamato <<errore>> o <<mancanza di saggezza>>, ma il peccato è restato lo stesso.

 Cercare di calmare la nostra coscienza non serve a niente perchè noi sappiamo con certezza che l’uomo rimane peccatore.

Il risultato del peccato è sempre la malattia, il disinganno, la disillusione, la disperazione e la morte.

La sofferenza neppure è cambiata.

Essa è cominciata quando Adamo ed Eva, col cuore spezzato, hanno contemplato il cadavere del loro figlio Abele assassinato ed hanno conosciuto così il peso schiacciante del dolore.

La sofferenza è continuata e, ancora oggi, è il linguaggio universale dell’uomo.

Nessuno le scampa, nessuno le sfugge, tutti la provano.

Uno dei consolatori di Giobbe ne parla come lo scopo stesso della vita: << L’uomo nasce per soffrire, come la favilla per volare in alto>>   ( Giobbe 5:7).

Tre fatti costituiscono la vera storia dell’uomo; il suo passato è carico di peccati; il suo presente è colmo di tristezza; la certezza della morte gli è dinanzi.

La Bibbia dice: << E come è stabilito che gli uomini muoiono una volta sola>> ( Ebrei 9:27).

Per molti ciò appare una prospettiva senza speranza.

Centinaia di folosofie e di religioni sono state inventate dagli uomini con l’intenzione di alterare la Parola di Dio.

 Filosofi e psicologi moderni cercano ancora di dimostrare che c’è una strada diversa da quella di Gesù Cristo.

L’uomo le ha provate tutte, ma tutte conducono alla rovina.

Cristo è venuto a dare la risposta ai tre problemi del peccato, della tristezza e della morte.

E’ Gesù Cristo e Lui solo che dimora <<ieri, oggi e in eterno>> ( Ebrei 13:8).

Tutto può cambiare, ma Cristo non cambia.

 Nel mare agitato delle passioni umane, Cristo resta saldo e calmo, pronto ad accogliere tutti quelli che vogliono volgersi verso di Lui e accettare la sicurezza e la pace che Egli dona, poichè noi viviamo in un tempo di grazia nel quale Dio promette che chiunque lo voglia, può ricevere il Suo Figliuolo.

 Questo tempo di grazia non durerà sempre, e anche il tempo nel quale viviamo ora ci è prestato.

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